Giappone: una bambina di otto anni ha vinto il primo posto della categoria junior della GUNPLA BUILDERS WORLD CUP 2011 e rappresenterà la sua nazione alle finali mondiali, creando un gran clamore con il suo diorama di un Mobile Suit che schiaccia sotto il suo piede un carro armato, mentre spara un missile contro un secondo carro.
Mei Hata, piccola bimba prodigio di 8 anni che frequenta ancora la secona elementare nell’Hokkaido, ha conquistato il primo posto della categoria junior del “GUNPLA Builders World Cup 2011” grazie al suo diorama “Battaglia con lo Zaku”.
I giudici hanno apprezzato il lavoro della piccola complimentandosi per come “riesca a farti sentire un reale senso di storia” e sia “un diorama con vera intesità”.
Gundam Core vi presenta un’intervista esclusiva a Carlo Cavazzoni, direttore esecutivo di Dynit, circa l’arrivo in Italia di Mobile Suit Gundam UC annunciato durante lo scorso Lucca Comics & Games.
In questa intervista toccheremo alcuni interessanti punti riguardanti il destino italiano del mobile suit bianco: dalle prossime uscite dei film in Blu-ray alle attesissime informazioni in anteprima riguardanti Unicorn, tra cui i nomi dei doppiatori dei protagonisti del primo episodio e le diverse edizioni in cui la serie verrà lanciata sul mercato.
Grazie a guNjap vi presentiamo la trascrizione dei contenuti della sessione di domande e risposte tenuta dalla Bandai Hobby allo scorso Shizuoka Hobby Show 2011.
In questo articolo possiamo leggere alcune importanti informazioni riguardo il futuro e il presente dei Gunpla, e alcuni dubbi vengono definitivamente dissipati dalla stessa azienda produttrice.
Vi ricordiamo che successivamente a questa conferenza stampa dovremo tirare le somme una volta presentata la nuova serie televisiva di Gundam, accompagnata da una linea tutta nuova di model kit.
Vi presentiamo in esclusiva per FAITH l’intervista fatta a Emanuela Pacotto, la bravissima doppiatrice che, oltre agli innumerevoli ruoli in anime del calibro di Dragon Ball e One Piece, è stata scelta per il ruolo di Quess Paraya nell’edizione italiana di Mobile Suit Gundam – Il Contrattacco di Char.
Reduce del successo del Japan Anime Live, è ormai noto a tutti il fatto che Emanuela sia un’appassionata di anime. Ma pochi sanno che nel suo cuore di fan c’è spazio anche per il Mobile Suit bianco.
Mark Simmons, riconosciuto come il maggior esperto di Gundam in occidente, ha intervistato Yoshiyuki Tomino per Anime News Network, in occasione del New York Anime Festival. L’intervista si concentra per la maggiore su Ring of Gundam, l’ultima produzione legata a Gundam diretta dal “papà” della saga.
ANN: Prima di tutto, benvenuto a New York e congratulazioni per il trentesimo anniversario di Gundam.
TOMINO: Grazie!
Vi sarà già stato chiesto innumerevoli volte di recente, ma come si sente a proposito del trentesimo anniversario?Mi fa sentire come se stessi invecchiando, e non sono di certo felice di ciò. Ma sono davvero contento di ricevere tutti questi complimenti dalla gente, e non c’è nulla che mi renda insoddisfatto di tutto ciò. E’ un difficile stato d’animo!
Per i venti anni di Gundam ha realizzato Turn A Gundam, e adesso per il trentennale sta lavorando su Ring of Gundam. Cosa cerca di realizzare di diverso rispetto a quanto già fatto con Turn A?Ci sono alcune fondamentali differenze. Tuttavia, Ring of Gundam non è ancora nemmeno in fase di produzione, e perciò non posso davvero spiegarvele.
Riguardo Turn A Gundam, l’ho realizzato con l’idea di accettare l’esistenza tutte le serie di Gundam. In altre parole, come tipologia di lavoro, ho voluto dargli un’impronta più positiva.
Lavorando su Ring of Gundam non sto pensando affatto a tutte le serie di Gundam precedenti. Voglio realizzare qualcosa di nuovo, dove il quesito principale possa essere se l’attuale civiltà del ventunesimo secolo possa continuare a vivere allo stesso modo anche nel futuro. Un lavoro il quale tema affronti la questione del nostro attuale modo di pensare, se ci porterà o meno ad avere un domani.
Immaginando come il nostro modo di pensare possa portarci verso il futuro, ho deciso di creare una storia dove la risposta non fosse legata una situazione positiva. E’ un tema negativo, ma ho voluto tentare di proporre l’argomento in maniera più soft, facendone appunto una serie di Gundam.La ragione sta nel fatto che Gundam è sostanzialmente un’opera di fantasia. E penso che nelle storie di fantasia, persino gli argomenti più cupi possano essere raccontati in maniera leggera.
(proseguendo in inglese) Sono spiacente. Avrei voluto parlarvi della trama vera e propria, una storia davvero complessa…
Così, le storie di fantasia sono una strada particolarmente buona per parlare degli aspetti più tetri del nostro mondo?E’ la natura delle storie fantastiche, narrate originariamente per dare speranza alle genti. Si tratta di pura finzione, un modo per creare storie che diano speranze alle persone, anche se esse sanno già che si tratta solo di fantasia, di qualcosa che non è reale. Anche se la gente sa già che si tratta di finzione e di sogni, è tutta una questione di speranza.
(in inglese) Vi faccio un esempio: pensate ai fantasy. Il popolo britannico crede nelle storie di draghi…
(proseguendo in giapponese) E’ così, loro amano le storie che raccontano di cavalieri che uccidono feroci draghi. E’ proprio per questo motivo che nell’era coloniale i britannici hanno avuto l’animo per prendere possesso delle colonie dall’altra parte del mondo.
Le storie che narrano di draghi e cavalieri esprimono al massimo lo spirito colmo di speranza del popolo britannico. Le storie fantastiche possono esprimere tutto ciò, quindi non si tratta solo di pura finzione. In altre parole, i vecchi miti e leggende possono essere anche finzione, ma esprimono i sentimenti di coloro che li narrano… il loro “spirito originale”.
E così credo che una storia fantastica come Gundam possa mostrarci un futuro piuttosto cupo in maniera decisamente più leggera.
Nell’intervista precedente, ha indicato il finale di Ideon come positivo, sebbene tutti gli avvenimenti negativi che hanno investito i protagonisti. E’ vero che in tutti i suoi lavori c’è sempre un barlume di speranza?Quando ho creato Ideon non capivo ancora il potere fondamentale della fantasia, come lo comprendo adesso. Il finale di Ideon era ancora una conclusione senza speranza, e così non è stato eletto per divenire un fantasy.
Tornando a parlare di Ring of Gundam (basandoci sul videoclip promozionale di 5 minuti, proiettato al New York Anime Festival), deduco che i movimenti dei personaggi siano basati su quelli di attori reali, sullo stile del motion-capture. Pensa che questo possa avvicinarla al dirigere un live action vero e proprio?
Certo. Credo fermamente che anime e film live action siano sostanzialmente la stessa cosa, e così ho pensato di girare Ring of Gundam come se fosse un film con attori in carne e ossa.
Ma quando ci ho realmente provato, ho riscontrato un problema che mi ha disorientato. Il ritmo dei movimenti dei film è più lento rispetto a quello degli anime. Il mio errore è stato quello di non calcolare la differenza di tempistiche, e ciò è palese in quel Ring of Gundam che avete visto.
Ebbene sì, nell’attuale Ring of Gundam ci sono un po’ di errori di regia a causa delle differenti velocità di movimento. Ma ormai è stato girato così.
In che stadio di produzione si trova Ring of Gundam adesso?Per il momento è concluso.
Così quello spezzone promozionale è tutto ciò che è Ring of Gundam allo stato attuale; pensa che entrerà mai in fase di produzione in una versione integrale? Quanto sarà lungo? Avrà il formato di una serie TV, OVA o di un film?Non ne sono sicuro, ma ho intenzione di creare una produzione della durata di un solo film. Purtroppo però non abbiamo ancora trovato alcun investitore, probabilmente a causa del timore di tutte le mie eventuali richieste.
Quali altri sfide ha affrontato integrando la computer graphic nell’opera, all’infuori dei ritmi narrativi?Ho affrontato una sola grande sfida con Ring of Gundam. L’incertezza su come dipingere i personaggi in CG. Non volevo farlo come la Pixar, o come i personaggi 3D dei videogiochi attuali. Pensavo ci dovesse essere un altro modo.
(in inglese) Ho voluto accettare la sfida di disegnare i personaggi direttamente in CG. Penso sia differente dallo schizzarli a mano e successivamente progettarli in 3D…
(proseguendo in giapponese) Purtroppo però, non abbiamo a disposizione uno staff capace di lavorare in questo modo. In questo momento abbiamo solo design simili a quelli della Pixar o a quelli dei videogiochi, ma non c’è ancora nessun “artista” della computer graphic nel vero senso della parola. Penso che trattandosi di un anime, l’ideale sarebbe mantenerlo disegnato a mano così com’è. Sto tirando in ballo davvero un cattivo esempio, ma…
(in inglese) Astro Boy in 3D. Terribile!
(proseguendo in giapponese) Penso che i disegni originali siano di gran lunga superiori ai modelli in 3D. Se dovessi scegliere tra un Mickey Mouse in CG e uno realizzato a mano, penso che avrei preferito quello disegnato in maniera tradizionale. Tuttavia, è necessario trovare una via di mezzo.
Immagino che la gente sia piuttosto affascinata dall’idea che lei abbia lavorato all’originale Astro Boy. Un’altra cosa che non credo sia ben nota ai fan occidentali, è il gran numero di produzioni animate a cui lei ha collaborato, sia come autore di storyboard che di “conte”. Se non vado errato, le voci parlano addirittura di un migliaio di conte…Già, è proprio così.
Cosa ha imparato da tutto questo lavoro?Riuscire a comprendere diversi tipologie di storie diventa un elemento prezioso quando si tratta di creare dei lavori propri. Avere l’opportunità di lavorare sugli storyboard di così tanti e differenti tipi di anime è stato davvero un vantaggio per me.
Durante la sua carriera ha anche creato un sacco di storyboard per i suoi stessi lavori. Si sente insolito rispetto agli altri registi? Pensa di lavorare maggiormente ai suoi stessi storyboard di quanto facciano gli altri registi?
Non conosco gli esempi più recenti, ma esistono altri registi come me. Non penso che si tratti di qualcosa di così insolito. E nelle serie televisive, molti registi sono impiegati nel creare in prima persona le storie determinati episodi.
Citiamo qualcosa che un sacco di gente mi ha fatto notare. Di recente, lei ha espresso il suo parere durante una conferenza sui videogames, dove ha detto che considera dannosi i videogiochi.
Sì, sono dannosi. Semplicemente perché rubano del tempo alle persone.
Pensa che chi lavori nel mondo dei videogiochi possa cambiarli in qualcosa di più espressivo o utile?Non penso sia possibile. Ma in venti anni di storia dei videogiochi, va assegnato un punto a favore per via dello sviluppo tecnologico, che ha prodotto un sostanziale ritorno anche nel mondo reale. L’hardware dei videogames è sottoposto a continue prove di resistenza da parte di migliaia di persone, e ciò aiuta a migliorare i sistemi informatici che possono essere usati nella vita di tutti i giorni. Il fatto stesso che gli hardware prodotti per videogiochi esistano ancora oggi non è certo senza senso.
Non so molto riguardo le faccende tecniche, ma penso che sia grazie ai videogiochi che adesso siamo in grado di sviluppare programmi e hardware per produrre telefoni cellulari ancora più piccoli di come sono adesso. Il fatto che l’industria videoludica abbia superato così tante sfide tecnologiche è stato di grande aiuto per l’industria informatica. Sebbene il videogioco in sé sia inutile, sotto questo punto di vista posso considerarlo una cosa positiva.
Così, secondo la sua opinione i computer sono un bene?Certo, è naturale. Principalmente tutto dipende da come vengano usati, altrimenti non credo saremmo in grado di disporre della tecnologia in tutto il suo potenziale. Ad esempio, è stata un’ottima idea dare la possibilità a un tipo qualsiasi come me di attraversare l’Oceano Pacifico in cinque o sei ore. Penso sia eccessivo, ma lavorandoci si potrebbero addirittura accorciare le tempistiche di viaggio mediante la tecnologia.
Ancora una domanda su Ring of Gundam. Uno dei temi principali sembra essere la “Memoria di Amuro”…(ride) A dire il vero non ci ho ancora pensato. Un altro regista mi ha suggerito di inserire un’espressione chiave come questa come preludio, per incuriosire i fan. Adesso devo solo pensare a che significato attribuirle!
A proposito della “Memoria di Amuro”, sembra che nei suoi lavori più recenti sia ricorrente il tema del lasciare messaggi attraverso le generazioni. Basti pensare a “Rean no Tsubasa” e al personaggio di Sakomizu, proveniente dal Giappone del passato…
Esatto. Diventando più vecchio, pensavo a cosa dovrebbe fare la gente più anziana. Immagino che una di queste cose sia riconoscere i propri errori, e impedire che possano essere commessi dalle prossime generazioni. Ho visto un sacco di persone anziane vantarsi di tutto quello che hanno fatto in vita, ed è una cosa che davvero non sopporto. Anche se sanno benissimo di non essere sempre dalla parte del giusto, molti di loro vogliono essere ricordati solo per ciò che di buono hanno fatto. Voglio sforzarmi di non fare anch’io la stessa cosa.
Così c’è un messaggio che vuoi lasciare ai posteri, uno o due centinaia di anni da adesso? Quale sarebbe il messaggio di Tomino per chi vivrà nel futuro?Non ho ancora una risposta a questa domanda. E’ perché non credo che ci sarà qualcuno tra duecento anni in grado di ascoltare ciò che abbiamo da dire in questo momento.
Adesso puoi non comprendere ciò che ti sto dicendo, ma con Ring of Gundam voglio creare una storia che possa spiegare per bene questo concetto.
Fonte: Anime News Network
Traduzione a cura di Zechs.
Dalle pagine del nostro partner Nanoda.com, ecco un’esclusiva conferenza stampa rilasciata da Yoshiyuki Tomino al Locarno International Film Festival lo scorso Agosto.
La prima parte, tradotta interamente da Gualtiero “Shito” Cannarsi, è già online; la seconda sarà pubblicata a breve. Ecco qualche breve stralcio:
Oggi vorrei parlarvi un po’ della mia carriera, del mio background, e vorrei parlarne nel contesto di come la cultura dei manga e degli anime è vista in Giappone. Con questo non intendo dire che mi io preoccupi necessariamente del modo in cui i fumetti giapponesi e gli anime giapponesi siano rimirati attualmente. Ho alcuni pensieri al loro riguardo e oggi ve ne parlerò. [...]
Ho un senso di enorme apprezzamento per Gundam e la relativa serie, perché mi ha permesso di maturare così che ho potuto infine arrivare ad avere questo tipo di coscienza e questo tipo di sensibilità, così che ho potuto imparare a fare considerazioni come quella che ho appena fatto. Gundam ha giocato un importante ruolo nella mia vita. Gliene sono sono davvero grato e sono anche grato per il fatto che mi ha permesso di venire a parlare dinanzi a voi oggi. Vi ringrazio.
Per leggere l’intervista completa cliccate su questo link: Yoshiyuki Tomino: conferenza stampa a Locarno (Prima Parte)
EDIT (25/09, 1.50): Nanoda.com mette online anche la seconda e interessantissima parte dell’intervista, di cui vi mostriamo alcuni punti salienti qui di seguito.
Siamo al trentesimo anniversario della serie di Gundam; a cosa ne attribuisce la longevità? [...] Potrebbe spiegare in che modo si potrebbe vedere la storia di Gundam come più avanzata?
[...] Se conoscessi la risposta, starei già lavorando alla mia prossima opera, che verrebbe pubblicata l’anno prossimo. E’ perché non conosco quella risposta che sto cercando e dubitando e interrogando e lottando e provando a trovare la risposta. Prendo semplicemente ogni giorno come viene. Cerco di accordarmi allo scorrere delle cose. Non ho una risposta perfetta.
[...] Come mio unico sfoggio di brillantezza e talento, presi questo concept e non parlai veramente di robot, o robot antropomorfi. Parlai di ‘Mobile Suit’. Credo che il segreto del nostro successo risieda in questo.
In altre parole, coniando questa nuova definizione, ‘Mobile Suit’, credo che fummo in grado di conferire alla serie di Gundam un aspetto completamente diverso, che lo differenziò dalle storie di robot che sembravano solo per bambini. Credo che fummo in grado di sviluppare una base di appassionati che vedeva questi robotici ‘mobile suit’ come molto diversi di quanto fosse stato proposto prima. Infatti, in Giappone, quando si pensa alla serie di Gundam, non la si pensa come una storia di robot, ma come una storia di real-robot, che viene considerata un sottogenere un po’ diverso.
[...] Ma una cosa che credo sia davvero unica nella serie di Gundam è che ci sono protagonisti e ci sono antagonisti, ma sono entrambi visti come persone con i loro problemi. Sono visti entrambi equamente. Prima che iniziassi a lavorare con questo genere, tutti i nemici erano sempre agenti alieni. Il fatto che per la prima volta noi introducemmo esseri umani sia come protagonisti che come antagonisti significa che nel tempo, col procedere della storia, talvolta delle persone avrebbero cambiato fazione. Come si vede questo fu un approccio del tutto radicale al genere.
[...] Quindi non penso che cominciammo col cercare di creare una storia semplice solo perché sarebbe stata per bambini. Quello non fu affatto l’approccio che prendemmo. Quello che stavamo cercando di fare era di raccontare un storia di guerra. Come risultato, i tipi di personaggi che apparvero erano quelli. Il fatto che quei personaggi fossero un po’ diversi da persone reali, e che avessero a che fare con quei mobile suit, fu solo una specie di effetto collaterale. La storia originale trattava di esseri umani.
Potete leggere l’intera seconda parte dell’intervista cliccando su questo link: Yoshiyuki Tomino: conferenza stampa a Locarno (Seconda Parte)
Dal 5 al 15 Agosto 2009 a Locarno, in Svizzera, si tiene la 62° edizione del Locarno International Film Festival, una delle più importanti manifestazioni al mondo per gli amanti del cinema.
In questo evento vengono assegnati dei premi speciali ai personaggi più influenti del panorama cinematografico mondiale, e nella giornata di ieri è stato consegnato un Pardo D’Oro proprio a Yoshiyuki Tomino, il padre di Gundam, ospite d’eccezione in rappresentanza del paese del Sol Levante.
Il premio d’onore è stato consegnato dall’italiano Maurizio Nichetti in Piazza Grande, seguito subito dopo dalla proiezione del primo film della trilogia riassuntiva del primo Gundam: Mobile Suit Gundam I, che per tutta la sua durata ha tenuto incollati più di 3000 spettatori.
Grazie alla segnalazione di Zooropa vi mostriamo due articoli scritti da due inviati speciali alla manifestazione, di cui uno accompagnato dal video della premiazione seguito da una piccola intervista.
- VareseNews: Ovazioni per il papà di Gundam
- La Voce: Pardo D’Onore al papà di Gundam (include video della premiazione e intervista)
Seiji Mizushima e Yousuke Kuroda sono rispettivamente il regista e lo sceneggiatore di Mobile Suit Gundam 00.
Entrambi ospiti del recente Anime Expo americano (2-5 Luglio, Los Angeles), sono stati intervistati riguardo l’ultima serie TV di Gundam a cui presto seguiterà un film cinematografico.
L’intervista è stata trascritta dagli utenti di 4chan, e noi di FAITH ci limitiamo a tradurre e segnalare solo i punti salienti della conferenza, quelli in cui si parla esplicitamente del film.
Domanda: Il film sarà un prequel o un sequel? Si concentrerà sulle origini dei GN Drive?
Kuroda: Sarà chiaramente ambientato dopo gli eventi della serie TV di Gundam 00, e sì, saranno svelati eventi passati legati alle origini delle fornaci solari.
Mizushima: E’ interessante vedere come la gente sia interessata a cose come side-story o avvenimenti del passato. Visto che ci stiamo ancora lavorando su, farò in modo che i miei collaboratori in Giappone sappiano quanto interesse ci sia nell’espandere le conoscenze sul passato di questo tipo di tecnologia. Ebbene sì, avete influenzato alcuni degli elementi che saranno presenti nel film!
Domanda: Ci sono alcuni personaggi che vi hanno fatto pentire di averli lasciati in vita, o altri che volevate far morire prima e che non avete ucciso per via dei favoritismi da parte dei fan?
Kuroda: Ehm… immagino che ne abbiamo tolti di mezzo abbastanza. Il film ci mostrerà come i personaggi si sono uniti ai Celestial Being?
Mizushima: Mmh, non proprio. Oltre alle informazioni sul passato che già circolano intorno alla serie, molto probabilmente il film non conterrà nessuna nuova rivelazione importante. Comunque, diffonderemo questo genere di notizie attraverso altri media. Grazie ancora per averci fornito di nuovi spunti sulle cose che il pubblico è interessato a vedere.Domanda: Cosa ci dite a proposito della relazione ambigua tra Graham e Setsuna, accentuata anche nei CD Drama?
Kuroda: Già, è proprio un rapporto ambiguo. Nel film cinematografico in uscita il prossimo anno, i dubbi riguardanti la relazione tra questi due personaggi verranno chiariti.
Ciò lascia presupporre che Graham si parerà ancora una volta di fronte a Setsuna per chiedere una rivincita? Dovremo aspettare ancora un bel po’ prima di scoprirlo, visto che secondo le nostre previsioni Double O approderà nei cinema giapponesi nel 2010 inoltrato, considerato il fatto che la sceneggiatura è ancora in discussione e che a Febbraio dello stesso anno sarà rilasciato solo il terzo di sei Special Edition che riassumeranno l’intera serie TV.
Potete guardare l’intera videoconferenza su questa playlist di YouTube.
Lo staff del GIC è di ritorno dal weekend passato a Rapallo al Cartoons on the Bay 2009, che ha visto come ospite d’eccezione il grande Yoshiyuki Tomino, Pulcinella Award del 2009 e padre di Gundam. L’articolo è corredato da tre video girati e montati dal sottoscritto, e in basso da una galleria fotografica.
Rapallo, 4 Aprile 2009. Dopo una conferenza stampa riservata agli addetti al settore tenutasi all’Hotel Excelsior, e dopo la prima parte della Side-Con del Gundam Italian Club svoltasi a Villa Queirolo, i fan si sono riuniti nella sala incontri del Cartoon Village per il primo evento: la gara di cosplay, iniziata alle 13.30.
I fan di Gundam erano egregiamente rappresentati da una stupenda Lacus Clyne (Daniela Maiorana), vincitrice del primo premio della categoria open, che si è esibita in una versione live di “Fields of Hope“, l’insert song di Gundam SEED DESTINY, così come del nutrito gruppo del GIC che ha omaggiato Char Aznable e l’equipaggio della White Base di Mobile Suit Gundam, aggiudicandosi il premio speciale Gundam. Purtroppo non è stato poi il maestro Tomino a consegnare il premio ai vincitori.
Dopo la fine dell’evento, abbiamo atteso l’ingresso in sala di Yoshiyuki Tomino alle 16.00 in punto, accolto dall’annuncio di Andrea Materia e Carlo Cavazzoni (organizzatori dell’evento) e da una sala gremita di gente. Decine di macchine fotografiche e videocamere riprendevano l’inizio di uno straordinario evento, la prima visita ufficiale in un incontro aperto al pubblico da parte di uno dei personaggi più importanti del mondo dell’animazione giapponese, che ha visto il GIC seduto in prima fila. Il maestro si è subito reso disponibile alle domande dei fan.
Una nota dolente per la scelta dell’interprete dal giapponese, purtroppo per niente ferrato sul Mobile Suit bianco, che ha causato una serie di incomprensioni tra il pubblico in sala e Tomino, portando a risposte non troppo soddisfacenti. Tra i quesiti posti dai fan, si è parlato, oltrer che della prima serie, di Z Gundam, Gundam ZZ, Turn A Gundam e Daitarn 3. Immancabile, la domanda sulle sorti di Amuro e Char in Char’s Counterattack, con la solita risposta (incongruente con i recenti sviluppi?) da parte di Tomino-sama:
“Sì, sono morti”.
L’incontro è stato condito da un’atmosfera elettrizzante, giocosa con applausi e risate a non finire: Tomino si è rivelato molto disponibile, piacevolmente colpito dal calore dei fan italiani e con un gran senso dell’umorismo.
Conclusa la sessione delle domande, è stato consegnato a Tomino un libro realizzato da alcuni fan per l’occasione.
Subito dopo il presentatore ha annunciato l’inizio della sessione di autografi. Sessione purtroppo non organizzata al meglio, che si è risolta in una calca incredibile che lottava disperatamente per arrivare in tempo al banchetto del maestro prima che il tempo e il numero di autografi a disposizione si esaurisse. C’è chi ha portato artbook, fumetti, illustrazioni, romanzi, modellini e altro ancora. C’è da apprezzare lo sforzo di Tomino di firmare quanti più autografi possibile: come ha già ribadito durante l’intervista, è rimasto davvero sorpreso dal calore e dalla quantità di fan presenti in Italia.
A chiusura dell’incontro, il Gundam Italian Club è stato invitato sul palco e Franius, in qualità di presidente del GIC, ha consegnato a Yoshiyuki Tomino una targa commemorativa per il lavoro svolto in 30 anni, che lo rende socio onorario del Club, e un cappellino con il logo GIC. Oltre ad accettare la targa, il padre di Gundam ci ha concesso l’onore di togliersi il suo fidato cappello per indossare il nostro.
Salutato per l’ultima volta il pubblico, il maestro ha lasciato la sala scortato dalla moglie e dai suoi accompagnatori.
Una giornata indimenticabile per tutti i presenti, proseguita con l’apertura di Villa Queirolo alle 18 per la seconda parte della Side-Con e con la proiezione di Char’s Counterattack, in serata.
Vi lasciamo alla galleria fotografica, raggiungibile cliccando sul seguente link:
Bandai delude le aspettative dei fan di tutto il mondo annunciando ufficialmente che non ci sarà nessuna nuova serie televisiva per il 30th ANNIVERSARY. Al suo posto, uno “short-movie” sarà proiettato al Gundam Big Expo di Agosto. Che si tratti di Gundam 0081?
Ecco l’articolo di Anime News Network:
Un articolo di Gpara.com riporta che il presidente della Bandai, Kazunori Ueno abbia rilasciato un annuncio nella conferenza stampa di questo mercoledì: “Non ci sono piani per la trasmissione di una nuova serie di Gundam nel 2009“. Ueno rispondeva a una domanda posta durante manifestazione: “Sarà annunciata una nuova produzione per commemorare il trentesimo anniversario del marchio Gundam?“. L’unica certezza è che sarà realizzato un cortometraggio commemorativo che sarà presentato alla convention Gundam Big Expo di Tokyo il prossimo Agosto.
Bandai Namco inoltre, ha annunciato il proprio progetto legato al trentennale, che si comporrà di tre fasi. La prima prende il nome di “Real G“, e consiste proprio nell’erezione della statua in scala 1/1 dell’RX-78-2 annunciata nel precedente articolo di FAITH; la seconda, “Feel G” sarà il Gundam Big Expo, dal 21 al 23 Agosto al Tokyo Big Sight al centro di Odaiba, quattro fermate dopo lo Shiokikaze Park. Infine, la terza fase “Soul G” sarà un concerto commemorativo che l’impresa intende organizzare nel corso del 2009. Il titolo di questa iniziativa è “Always Beginning“, promossa con una stupenda illustrazione di Yoshikazu Yasuhiko (Gundam – The Origin) che potete vedere in questa pagina.
Infine, Kadokawa Shoten comunica l’inizio di una nuova serie sul magazine Gundam ACE, ancora del tutto avvolta nel mistero.
È così rapido che fa quasi paura.
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